Guido Chiesa – IO SONO CON TE

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intervista a Guido Chiesa, regista del film IO SONO CON TE (I, 2010)

Terra, mercoledì 24 novembre 2010, pg.13

La procreazione in un ambito a dominanza maschile e religiosa.
In concorso al Festival del Cinema di Roma e nelle sale da venerdì, ‘Io sono con te’ «racconta la figura di Maria di Nazareth – spiega il regista del film, Guido Chiesa – in maniera inedita, dal punto di vista di lei, pastorella di 14 anni, che vive la sua maternità e il rapporto con il figlio, all’interno di una società patriarcale, difendendo le proprie ragioni di donna e di madre».

– Perché ha voluto affrontare l’argomento?
«Mia moglie con altre sue amiche si sono interrogate su questi temi, e me ne hanno parlato. Io, in quanto papà, mi sono detto: “forse è un’occasione anche per me per riflettere”. Parlando di una mamma e un bambino, il film vale per credenti e non. Anzi, forse più per i secondi, perché i primi devono superare degli elementi dottrinali».

– Su quali punti ha voluto centrarlo?
«Da una parte abbiamo fornito un’interpretazione dei Vangeli. dall’altra, un contesto storico-sociale realista. Con occhi moderni abbiamo poi cercato di capire cosa vuol dire la parola amore fra una madre e un figlio».

– E il contrasto tra figura femminile e patriarcato?
«Quando oggi, troppo presi dalle polemiche, si affrontano il Vangelo e l’infanzia di Gesù, una delle tante cose che si dimentica è di collocarli in un contesto. Innanzitutto, il fatto che una religione abbia come suo punto di partenza una donna, e giovane, per l’epoca era sconvolgente. Secondo poi, nel mondo ebraico di allora il fatto che un patriarca come Giuseppe, padre terreno di Gesù, rinunciasse a mettere il proprio nome al primogenito era uno scandalo. Comunque, oggi come duemila anni fa le donne continuano ad essere vittime della società».

– La figura mariana non è anche una rielaborazione dei precedenti culti pagani di divinità femminili?
«Le divinità sono miti, a noi interessava la vicenda umana. Se poi uno pensa che sia frutto di invenzione, allora dico: “quali straordinari scrittori hanno inventato questa storia, dato che da duemila anni siamo lì a parlarne?”. O sono dei romanzieri geniali, o si tratta di eventi storici, che vanno letti anche alla luce della nostra sensibilità modena. Non per cambiarli, ma semmai per integrarli con nuove conoscenze. Ne cito una per tutte: si discute da sempre della verginità di Maria. Una delle recenti scoperte della Scienza è l’“eva primordiale” all’origine dell’umanità, in quanto il maschio compare qualche milione di anni dopo le femmine, che quindi esistevano da sole e procreavano. Gli studiosi dicono che probabilmente c’era un gene nascosto».

– Il senso del titolo?
«Nell’Antico Testamento è una frase citata spesso, dio lo dice al popolo e ai profeti. Per noi è la mamma col bambino, un legame – come la Natura ci insegna – fondante, formativo, un passaggio cruciale per la vita di ogni persona».

Federico Raponi

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