CHE FINE HA FATTO OSAMA BIN LADEN? (FilmUP)

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recensione del film CHE FINE HA FATTO OSAMA BIN LADEN? (where in the world is Osama Bin Laden?) di Morgan Spurlock (F/USA, 2008)

FilmUP, novembre 2008
http://filmup.leonardo.it/whereintheworld.htm

Un documentarista d’assalto, Morgan Spurlock.
Fondatore della casa di produzione ‘Warriors Poets’, collabora alla distribuzione di films, ha prodotto, girato ed è stato protagonista della terza stagione del reality show ‘F/X 30 days’, si occupa di volontariato e si era presentato al mondo con l’opera prima ‘super size me’ (che ha sceneggiato, prodotto e diretto), candidato all’Oscar per il miglior documentario.
Già in quell’occasione dimostrò una spericolatezza un pò folle che lo aveva portato a rischiare seriamente la salute quando – volendo provare su di sè la nocività dei prodotti alimentari da “fast food” – per un mese intero si era nutrito esclusivamente del cibo di una delle più note catene internazionali di hamburger e affini.
In questa seconda impresa, a partire dal figlio in arrivo, dalla necessità di garantirgli un futuro di sicurezza, e dalla domanda «where in the world is Osama Bin Laden?» a distanza di anni dall’inizio della “guerra al terrore”, Spurlock si mette di nuovo in gioco e rilancia alla grande, lasciando negli Stati Uniti la propria compagna in fase avanzata di gravidanza per mettersi sulle tracce dell’invisibile e imprendibile sceicco.

La partenza è esplosiva, dissacrante e spassosa, tra vaccini, un corso di sopravvivenza e autodifesa, animazione. Sì, perchè il regista/protagonista si immagina dentro un videogioco suddiviso in “round” (il 1° in Egitto, l’ultimo in Afghanistan passando per alcuni paesi arabi) e i momenti irresistibili sono diversi, dalle chiamate consultando l’elenco telefonico saudita – in cui compare addirittura una ‘Bin Laden Airlines’ – al progetto per fare di Tora Bora (le cui grotte si riteneva fossero il rifugio del nemico pubblico numero uno) un centro turistico con tanto di parco divertimenti.
Nel mentre, le conversazioni con gente qualunque, nelle varie tappe, gli fanno sorgere diversi dubbi e considerazioni su politica estera USA e terrorismo («l’abbiamo estirpato o esportato?») o sulla povertà quale terreno di coltura ideale per l’estremismo.
Obiettivo centrato, con i “wargames” dei signori della Terra messi in ridicolo.

la frase: «per più di 50 anni abbiamo sostenuto i peggiori dittatori»

Federico Raponi

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