LE PERE DI ADAMO (FilmUP)

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recensione del documentario LE PERE DI ADAMO di Guido Chiesa (I, 2007)

FilmUP, ottobre 2007
http://filmup.leonardo.it/leperediadamo.ht

I movimenti sociali, come le nuvole, sono violenti o no, con tante teste od omogenei, vengono, vanno, tornano.
Anche nell’ultimo secolo (da Mosca 1917 a Genova 2001).
Mentre le melodie classiche impreziosiscono le evoluzioni delle nubi, a condurre il parallelo con le previsioni del tempo ne ‘le Pere di Adamo’ – intervallato da brevi inserti d’animazione elementari, inutili e con fastidiose voci – c’è il brillante e simpatico meteorologo televisivo Luca Mercalli, impegnato nelle manifestazioni no-tav e oratore pubblico che argomenta contro il consumismo indotto che genera rifiuti, anidride carbonica e, di conseguenza, minaccia la nostra specie.

Diviso in due blocchi diseguali, entrambi percorsi da artisti di teatro, musica, danza, il documentario si occupa di precarietà lavorativa, e, nella prima metà, ripercorre le lotte del 2003 degli intermittenti dello spettacolo francesi. I quali si affidano all’UNEDIC («dipendo completamente dal sistema», si sfoga una di essi), ente autonomo che gestisce le indennità di disoccupazione, finanziato dai lavoratori stessi, con 97 mila saltuari a carico.
A causa del suo grosso deficit, secondo un nuovo accordo – considerato una tutela dal sindacato, che però rappresenta solo il 10% della categoria – ora si favorisce chi lavora con regolarità.
Ciò ha provocato una protesta caratterizzata da spontaneismo, rifiuto della rappresentanza, nessuna ideologia e forme di mobilitazione alternative all’inutilità dei cortei.
I non-garantiti bloccano gli spettacoli (e il pubblico solidarizza rifiutando il rimborso), si sdraiano nella via più commerciale della capitale della lotta (Avignone, dove il 50° festival salta, per la prima volta dalla nascita nel ’47), fanno irruzione negli studi televisivi durante le dirette di trasmissioni o telegiornali. Ottenendo, come risultato, un fondo provvisorio e il recupero del congedo per la maternità.
Azione-reazione, corsi e ricorsi, ovunque le storie si somigliano.
Nella seconda parte, con un direttore d’orchestra e matematico, si vola nell’atmosfera con filosofia e liricità, ma perdendo la presa.

la frase: «quest’angoscia è anche il motore della mia creatività»

Federico Raponi

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