UN SAPORE DI RUGGINE E OSSA

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recensione del film UN SAPORE DI RUGGINE E OSSA (de rouille et d’os) di Jacques Audiard (B/F, 2012)

FilmUP, ottobre 2012
http://filmup.leonardo.it/derouilleetdos.htm

Vite che lottano per rimettersi in sesto, nonostante un difficile ambiente e i danni permanenti subìti. Come le gambe amputate o una mano fratturata, che – in qualunque momento – può tornare a far sentir dolore, quello di uno spillo nella carne.
Tutto ciò più o meno per scelta, che viene prima dei rovesci del Destino, perchè lei lavora a contatto con delle orche, mentre lui partecipa a incontri di pugilato clandestini.
É l’attitudine simile di due rappresentanti di estrazioni sociali differenti, una borghese e l’altra sottoproletaria, che vengono a contatto.

Adattamento cinematografico della raccolta di racconti ‘ruggine e ossa’ di Craig Davidson, il film del regista e co-sceneggiatore Jacques Audiard è fissato da una luce satura e contrastante – con le scure zone dello schermo, così come del mondo esterno e dell’animo – la quale coincide soprattutto con la caratterizzazione ambivalente di un protagonista maschile mosso da un furore d’energia vitale che risponde solo agli affetti (con modalità del tutto proprie: prima lascia il figlio alla sorella senza dir nulla e parte, poi per salvarlo si rompe le mani) e non a una coscienza di classe, per cui monta illegalmente videocamere segrete per spiare i dipendenti di aziende per conto delle stesse.
L’etica non rientra, quindi, nei riferimenti di un uomo (la cui compagna, del resto, utilizzava il loro pargolo come corriere della droga) animalesco nel suo non aver spazio per il pensiero e teso a soddisfare in maniera basilare i bisogni di cibo o sesso.
E la donna, conosciuta casualmente, dopo il punto di svolta con un bagno al mare e due liriche sequenze (in entrambi i casi con le mani, prima reincontra giocosamente il cetaceo che l’ha resa invalida, e poi conosce il bambino) si scopre compatibile – nella intensa interpretazione di Marion Cottillard – con quella figura rozza a cui chiede delicatezza, ma allo stesso tempo è pronta a diventarne l’agente che tratta con gli scommettitori.

la frase:
– «stai bene?»
– «e chi mi ammazza?»

Federico Raponi

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