Giovanni Spagnoletti (AFIClab)

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intervista al professor Giovanni Spagnoletti sull’AFIClab

Terra, venerdì 4 febbraio 2011, pg.13

I più piccoli si uniscono per farsi forza.

Dalla fine dello scorso anno le manifestazioni cinematografiche territoriali minori hanno infatti a disposizione una struttura, l’AFIC_lab.

«Abbiamo pensato – ci spiega Giovanni Spagnoletti, presidente dell’AFIC (Associazione dei Festival Italiani di Cinema) – che, in questo momento particolarmente difficile, accanto alle forme istituzionali per le quali le rassegne legate alla Settima Arte dovrebbero rispettare degli standard europei tipo 5-6 giorni di durata e un catalogo bilingue, avessimo bisogno anche di una struttura più leggera e parallela con gli stessi intenti dell’associazione per quelle realtà che, per scelta o necessità, non ambiscono, non sono ancora o in ogni caso non saranno dei festival “pieni” ma, pur essendo più piccole e non rispettando quelle regole, hanno una loro importanza culturale sul territorio».

AFIC_lab è un progetto articolato, a partire dal suo incremento. «Ora – continua in merito il presidente – cercheremo di sviluppare i contatti per farlo crescere come l’AFIC, che adesso conta quaranta festival. Il “laboratorio” serve per unire manifestazioni locali che magari tra loro non si conoscono, non hanno quella circolazione di idee che è invece uno degli scopi fondamentali dell’associazione, anche per prendere coscienza del proprio lavoro. L’AFIC tende a difendere gli interessi di una categoria, visto che autori, produttori ed esercenti sono ben difesi da sé stessi, mentre chi, come noi, fa un lavoro anche pionieristico per la conoscenza e la diffusione di un diverso tipo di audiovisivo che magari non rientra immediatamente in logiche commerciali, ma è terreno di sperimentazione, ha invece una scarsa “audience”. Se però questo circuito non ci fosse, la situazione culturale sarebbe molto più impoverita».

Oltre alla visibilità e alla rappresentanza, uno degli obiettivi è dunque rivendicativo.

«L’idea è di iniziare una discussione con i tanti festival meno “glamour” che, malgrado il governo e la crisi economica, per fortuna costellano ancora il nostro Paese, e diventare anche un territorio di combattimento come lo è l’AFIC, schierata sul fronte del movimento – il Comitato Dicembre 010 – che vuole contestare l’attuale situazione della cultura in Italia. I finanziamenti pubblici sono più ridotti, e di conseguenza le amministrazioni locali si impegnano meno, mentre noi vogliamo dimostrare – con una ricerca che stiamo preparando insieme alla IULM (Libera Università di Lingue e Comunicazione) e all’istituto di ricerche sociali e di mercato Makno – quanto le manifestazioni di cinema rappresentino un’attività che poi restituisce economicamente al territorio: sono – afferma in chiusura Spagnoletti – dei volani fondamentali, che fanno lavorare ristoranti e alberghi oltre che le teste delle persone».

Federico Raponi

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